Gianni Mura

Una volta , parlando in un’occasione pubblica della relazione tra sport e sogno, un po’ per rifare il verso ad una famosa frase di Cartesio -“Penso,dunque sono” – , e un po’ per riunire in poco spazio l’elemento razionale e l’elemento sentimentale, mi è venuta fuori questa frase : Penso, dunque sogno”.
Per chi fa sport, il diritto al sogno è davvero fondamentale. Chi inizia da bambino a praticare sport, non importa quale, gioca per divertirsi ma ha anche il sogno di diventare uno dei più bravi: probabilmente non lo realizzerà, ma intanto ce l’ha. E’ il sogno di pensare ad un punto di arrivo che può essere anche molto lontano, e intanto faticare per arrivarci, limare il tuo personale di qualche decimo di secondo o battere sui 100 metri uno che ti ha sempre battuto. Questo è il senso dello sport: appena arrivi a un certo risultato ti rimetti in discussione e sposti l’asticella simbolica un po’ più in alto. E comunque, anche se non lotti contro una misura, lotti contro altre squadre. Quella squadra ha vinto tutto, quindi in teoria è la più forte: benissimo, però adesso ce la giochiamo alla pari. La prima volta che vinci da bambino o ragazzino hai una soddisfazione enorme. Io mi ricordo per esempio le partite a tennis, e le mie prime vittorie. Per me il sogno, insieme alla passione, è il vero carburante dello sport. Il pensiero è quello che ti permette di analizzare tutto e la passione è la ruota che muove il sogno: a mio parere sono due cose inseparabili, che diventano poi anche socialmente utili. Se oggi parli di sogni ti esponi molto a strani risolini o cenni del capo, come se uno non fosse proprio un cretino ma un illuso sì, o comunque uno che non ha capito bene in che mondo vive: “ Ma cosa sogni a fare? Perché non ti adegui ? La realtà è questa e non sarai tu a cambiarla”. Tutte queste frasi sono altrettante castrazioni o comunque dissuasioni dal provare a muoverti, a fare qualcosa e a uscire dall’inerzia. Il sogno non è necessariamente l’utopia, che è irrealizzabile. Il sogno lo puoi realizzare, lo puoi toccare: puoi farcela. E allora insisti, allenati, riprova, e poi quando ci riesci scopri che è bello.
TANTI AMORI (Gianni Mura)

Gianni Mura(Milano 1945). Da madre milanese maestra elementare e padre sardo, Maresciallo dei Carabinieri. Ha iniziato la sua carriera non ancora ventenne alla Gazzetta dello Sport, ha scritto sui maggiori quotidiani nazionali e pubblicato diversi libri. E’ un esperto di enogastronomia , tanto da curare , assieme alla moglie Paola, una rubrica sul Venerdi di Repubblica. Grande scrittore di sport ,oltre al calcio ed al ciclismo e al TOUR in particolare, ama e fa amare letteratura, canzoni d’autore, la poesia ed il teatro.. In antitesi ell’EPO, la droga più utilizzata dai ciclisti, ha coniato l’ acronimo EPU che racchiude l’essenza dello Sport: Etica, Passione ,Umanità.

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