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photo courtesy www.wordsinfreedom.com

 

Luigi è un muratore , ha abbandonato presto i banchi della scuola e si  guadagna la vita tra sacchi di cemento, mattoni, polvere . Sembra sempre incazzato , parla solo il dialetto della Ventena. Tutti lo conoscono per Luìs.

I suoi amici sono quelli che trova al bar , dove si parla a voce alta, si ride, si beve, si sfogliano i giornali senza leggerli, si commentano con due parole le immagini della tv.
La sua vita è semplice come può essere quella di un operaio, condannato a sbadilare sabbia, cemento, similmente carbone per  la locomotiva che deve viaggiare sempre più forte. L’altro Luigi ,che tutti conoscono come Gigi, è un campione. Il più ammirato dagli uomini , il più desiderato dalle donne . Sa giocare al calcio con uno slancio, una virilità, una
potenza che lo hanno consacrato quale miglior interprete dei sogni della gente.
Inutile dire che ha un mondo ai suoi piedi, potrebbe chiedere tutto.
Ma la celebrità e la ricchezza non hanno intaccato il suo carattere riservato,  genuino, senza fronzoli. Un giorno la squadra di Gigi viene a Cattolica per giocare una partita amichevole e , tra la folla di sportivi che pullulano all’albergo che la ospita, c’è anche Luìs. Una bevuta ( qui Luìs se la cava bene), e fanno amicizia .
Nei pochi giorni che Gigi alloggia al Linda ,la presenza di Luìs diviene abituale e , con la Dino di Gigi girano, per osterie e tagliatelle. Una brevissima , spontanea amicizia.
Poi si salutano. Luìs resta nel suo semplice mondo.
Gigi ritorna a stupire le grandi folle con i suoi goal entusiasmanti.

Luìs era Astolfi , Quadrilèn . Gigi è Riva, Rombo di Tuono.

[anticipazione dal libro in prossima uscita “Lettera 22 a un calcio che non c’è più.”
vieni a scoprire e conoscere l’autore dal 1° Festival Nazionale della Cultura Sportiva – Cattolica 11-16/07/2016]

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