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Festival Nazionale Della Cultura Sportiva

COL RAZZISMO NON SI GIOCA

5M9A4606Si è concluso con un paio di proposte molto allettanti ma molto impegnative l’incontro 
”COL RAZZISMO NON SI GIOCA” 
proposto nella serata di sabato 
dal Festival Nazionale della Cultura Sportiva al pubblico che ha sfidato il diluvio per assistere al dibattito condotto da Pierpaolo Romani di Avviso Pubblico: 
il 21 marzo è la giornata contro le mafie su cui sia Libera che Avviso Pubblico investono moltissime energie per veicolare sempre più una cultura della legalità, e coincide con la Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale voluta dall’ONU.
La proposta di Romani è stata quindi quella di infondere energia vitale alle parole pronunciate al dibattito e di lavorare a un progetto che coinvolga i giovani su questi due argomenti, legalità ed eliminazione della discriminazione razziale, per ritrovarsi l’anno prossimo, alla quinta edizione del Festival della Cultura Sportiva, a discutere dei risultati ottenuti in concreto.
Massimiliano Castellani, dal canto suo, ha rilanciato, proponendo di organizzare un piccolo mondiale con le squadre di calcio che non fanno notizia, ma che, attraverso lo sport, realizzano l’inclusione sociale più vera, 
curano il disagio, fanno fronte comune contro la solitudine.
Il sindaco Mariano Gennari è sembrato allettato dalla proposta: 
”stiamo sistemando lo stadio cittadino, rinnovando i tre campi da calcio, e pensare di inaugurarlo con un mondialito mi sembra un’idea che sarei pronto a sostenere…”
Chissà che non parta proprio da qui la prossima edizione del Festival.

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FEDERICO BUFFA ospite speciale del 4° Festival Nazionale della Cultura Sportiva

FEDERICOBUFFA

FEDERICO BUFFA
mette in scena per il 4° FESTIVAL NAZIONALE DELLA CULTURA SPORTIVA
la piéce teatrale “ESTA NOCHE JUEGA EL TRINCHE”
assieme a Pierluigi Iorio con Mascia Foschi Claudia Letizia e con Maurizio Deho, violino Nadio Marenco, fisarmonica Alessandro Nidi, pianoforte e direzione musicale regia Pierluigi Iorio produzione International Music and Arts Il personaggio, la mano del destino, il bivio.

Ci vuole tutto questo per raccontare una Storia Fantastica. Ma per raccontare una leggenda, non basta. La leggenda ha bisogno del mistero, del rammarico, del rimpianto scolpito nell’anima. Un fantasma di cui puoi parlare al passato per sentito dire, senza documenti, poche foto e qualche ritaglio di giornale. La leggenda che vogliamo raccontare in questa Storia Fantastica è quella di Tomas Felipe Carlovich, detto El Trinche, un calciatore attivo nella seconda divisione argentina tra gli anni 60 e 70, un jugador de portrero, di strada, di quelli che hanno, come amava dire il popolo, la terra in tasca. Un mito che nasce da una serie di aneddoti, frammenti a cui la leggenda popolare si aggrappa per alimentare una storia che sembra inventata, come una favola raccontata dal nonno nostalgico per lo stupore del nipotino. Ma anche quel che poteva essere e non è stato; il senso dell’incompiuto che sa di calzettoni abbassati, di stop di tacco e sombreri, con il desiderio ricorrente di una vita semplice, senza riflettori e senza obblighi. Di certo, un campione amato dal pubblico, tanto che all’ingresso degli stadi veniva esposto un cartello che annunciava la sua presenza in campo, Esta noche juga El Trinche.

Un uomo schivo, nato nel posto giusto per farci capire che i soldi e la fama non sono gli stessi desideri per tutti. Un uomo che sembra disperdere volontariamente la percezione di sé stesso, lasciando scampoli di quello che è solo e unicamente per essere la leggenda da raccontare. Ogni volta che penso a questa Storia Fantastica aumenta in me la convinzione che essa sia necessaria per il “movimento calcio”, perché giocare solo in seconda divisione per non allontanarsi dai genitori e dal proprio quartiere, una specie di coperta di Linus di cemento, riporta a un vecchio sapore romantico al quale il calcio non è più abituato. Riempire gli avversari di tunnel e doppi tunnel (senza mai schernirli) fa riacquistare a questo sport la goliardia che ha quasi definitivamente perso. Con l’inconfondibile e ormai iconico stile narrativo di Federico Buffa, in scena con due attrici e tre musicisti, vogliamo, dunque, compiere un viaggio attraverso la carriera e la vita di Tomas Felipe Carlovich per raccontare la sua arte calcistica in un’epoca veloce che va dagli anni ‘60 ai giorni nostri. Poco più di cinquant’anni in cui la tecnologia ha cambiato anche lo sport e, in particolare il calcio, e di cui il nostro protagonista può diventare un testimone importante grazie al romanticismo che quel calcio esprimeva, mettendo in luce la semplicità del suo modo di essere e la goliardia delle sue azioni, in contrasto con i cambiamenti artistici e sociali di un tempo ricco di storia e di fermenti. Un doppio tunnel al posto di un contratto milionario, una pesca alla trota improvvisata dimenticando la convocazione in Nazionale. La purezza del gesto fine alla sua spiritualità e a null’altro. E un soprannome che non significa nulla, tranne probabilmente che nei più reconditi anfratti del linguaggio popolare. Vamos a la arena porque Esta noche juega El Trinche, Tomas Felipe Carlovich, la leggenda di Rosario, la terra dove nascono i campioni. Pierluigi Iorio

LO SPORT COME STRUMENTO DI INTEGRAZIONE

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“Con il 4° Festival della Cultura Sportiva torniamo su un tema che è la linea guida della nostra Associazione Culturale Rimbalzi Fuori Campo.

Lo sport ha un potenziale di integrazione della società, e lo sport dovrebbe essere alla portata di tutti, nonché dei gruppi meno rappresentati e provenienti da contesti sfavorevoli.

Ed è partendo da questo presupposto che ogni anno ci impegnIamo per diffondere questi valori.

Un ringraziamento a tutta l’Amministrazione, in particolare al Sindaco Mariano Gennari, che con il suo entusiasmo ci stimola e ci spinge a fare sempre di più e sempre meglio e che quest’anno ha anche asfaltato nuove strade e renderà le nostre competizioni sportive più agevoli.”

TerenzioBernardi_RimbalziFuoriCampoIl presidente Ing. Terenzio Bernardi

APERTURA – 4° edizione 2019 –

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Madrina di eccezione della quarta edizione del Festival della Cultura Sportiva, la marciatrice Elisa Rigaudo ha aperto la prima serata unendosi al Sindaco di Cattolica, @Mariano Gennari, all’Assessore alla Cultura, Nicoletta Olivieri, e al presidente dell’associazione Rimbalzi fuori Campo, Terenzio Bernardi, per il tradizionale taglio del nastro.

Poco prima, i podisti iscrittisi alla Legality Run scattavano dal via per percorrere il tracciato della corsa che da piazza Primo Maggio li avrebbe condotti fino alla foce del Conca e lungo il letto del fiume fino alla diga e ritorno.

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Mentre si attendeva il ritorno della Legality Run, la Federazione Sammarinese Sport Speciali ha deliziato il folto pubblico che riempiva piazza Primo Maggio con l’esibizione delle cinque atlete che hanno portato con successo il loro programma di ginnastica artistica al Mondiale Special Olympics 2019 tenutosi tra Abu Dhabi e Dubai dal 14 al 21 marzo scorsi.

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Le atlete sono anche state intervistate dai presentatori Luca Ercolessi e Laura Padovani che, senza dover troppo insistere, le hanno anche convinte a concedere il bis.

Il tempo di aspettare il rientro della Legality Run intrattenuti da una Laura Padovani in gran forma e da un assaggio dell’esibizione di tessuti aerei, e il clou della serata ha avuto inizio con le ginnaste dell’ Atletica Settantacinque Cattolica che hanno presentato una serie di coreografie spettacolari, ed è proseguito con il gruppo di acrobati che hanno eseguito mirabolanti evoluzioni danzate appesi ai tessuti aerei, la nuova disciplina proposta sempre da Atletica 75.

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TALK SHOW “Genitori nello Sport”

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Da sx: vicesindaco di Gradara Thomas Lenti, allenatore di basket Giampiero Ticchi, giornalista Franco Arturi, ex campioni di basket Marco Bonamico e Renzo Vecchiato

Talk Show “Genitori nello Sport”. Un tema d’importante rilevanza nell’ambito di un Festival che si propone di coltivare anzitutto la Cultura Sportiva. A fare gli onori di casa il cattolichino Giampiero Ticchi, allenatore di basket. Assieme al giornalista Franco Arturi, ex direttore della Gazzetta dello Sport, e due ex campioni di basket del calibro di Marco Bonamico e Renzo Vecchiato, tutti possono a buon titolo trattare l’argomento. Franco Arturi, è marito di Rosi Bozzolo ex campionessa nazionale di basket e padre di Giulia Arturi, da quest’anno cestista in serie A1 e giornalista sportiva. Bonamico e Vecchiato testimoniano la loro esperienza di figli giocatori prima e di genitori poi.

Per alimentare il dibattito, Arturi  propone una serie di domande.

Quali sono le cose da sapere, quando si ha un figlio che pratica uno sport? Se si verificasse l’opportunità di passare dal gioco al professionismo, sarebbe in grado un genitore di consigliare al meglio il proprio figlio? Non correrebbe il rischio di troncargli la carriera sul nascere o comunque di fare altri errori, spesso irreparabili? Fargli abbandonare gli studi? Quale Società scegliere? Saprebbe valutare le rinunce da sopportare? Bonamico sostiene la necessità di affidare il ragazzo/a ad un procuratore e lasciarsi consigliare.

E quali sono le cose da non fare? Non Immischiarsi nel lavoro dell’allenatore, magari denigrandone l’operato, perché distruggendone l’autorità si mina la coesione della squadra e la si indebolisce. Se non si è d’accordo con l’operato dell’allenatore, gli si possono chiedere in privato delle spiegazioni e, se è il caso, trasferire il ragazzo ad una Società che usa metodi diversi. Osserva Vecchiato che il malcostume dei genitori di oggi non si limita soltanto ad un tifo poco urbano e assolutamente fuori luogo, ma “è evoluto” in consigli urlati durante il gioco: “passa la palla, tira, difendi, piega le gambe…” S’immedesima e mette in guardia sul disagio sicuramente procurato ai ragazzi. Tutti concordi.

Altra cosa da non fare: chiedere le statistiche immediatamente dopo il termine della gara. Questo comportamento, che svela l’ansia di controllare l’apporto positivo del proprio figlio, confrontato con quello degli altri, è indice di una grave mancanza di cultura sportiva. “La giusta cultura sportiva, prima che ai figli, va data ai genitori!” Afferma Ticchi che, da allenatore, conosce e descrive bene il fenomeno. “Un genitore deve sostenere, incoraggiare, mai criticare, mai fare confronti, perché questo blocca il ragazzo” e può arrivare a precludergli i tanti vantaggi di praticare con serietà una sana disciplina sportiva.

La cosa che intelligentemente dovrebbe fareinvece un genitore è uscire dall’egoismo degli interessi personali e supportare tutta la squadra, così si incrementa lo spirito collettivo e il valore complessivo del gruppo.  Marco Bonamico chiosa questo concetto riferendo la frase di un allenatore slavo: “Pallacanestro è come sommergibile: uno sbaglia, tutti morti”. Per avere lo spirito giusto un genitore dovrebbe ispirarsi alle parole di Kipling “Che tu possa incontrare la vittoria e la sconfitta e trattare queste due bugiarde con lo stesso viso”: è la lezione che un ragazzo può imparare solo da un genitore che sa accettare serenamente una sconfitta perché ha sbagliato l’ultimo tiro, e che al tempo stesso non lo osanna quando fa punto e vince. Questo è l’atteggiamento giusto da tenere.

Arturi chiude con una battuta che riflette molto bene il problema di cui si è discusso in questa interessante e istruttiva serata. “In tutti i settori sportivi giovanili – se andate a parlare con l’allenatore – vi dirà che la migliore e una squadra di orfani”.

 

LEGALITY RUN 2018

Festival Nazionale Cultura Sportiva 2018_LegalityRun

E anche quest’anno il
FESTIVAL NAZIONALE DELLA CULTURA SPORTIVA
è LEGALITY RUN

SABATO 30 GIUGNO
Ritrovo ore 16:30 di fronte al Riviera Golf Resort
Partenza ore 18:00

Percorso circolare 15 km
Tempo massimo di percorrenza 2 ore
Punto di ristoro: Parco Navi
Quota di iscrizione: adulti 5€, under 18 2€

Info: 3356238963

Scarica regolamento

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Chiacchiere con… Paolo Tagliavento e Francesco Messori

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Una piacevole chiacchierata tra il giornalista Saverio Montingelli, l’arbitro di serie A Paolo Tagliavento ed il capitano della Nazionale Calcio Amputati Francesco Messori ha aperto la serata di Martedì 26 giugno in un clima piacevole e confidenziali, con la piazza gremita ed una fan di Francesco Messori che è addirittura salita sul palco durante l’intervista. Paolo e Francesco, due facce della stessa medaglia, il giocatore e l’arbitro, con tante cose in comune. Due persone che nel calcio hanno entrambe realizzato un sogno, così come da loro stessi definito, Paolo perché ha avuto la fortuna di essere uno dei 20 arbitri nazionali di serie A su circa 35.000 arbitri che si contano in Italia, Francesco perché attraverso il calcio ha sfondato la barriera della disabilità, e realizzato il sogno di fondare una squadra di calciatori diversamente abili. Entrambi si trovano in un momento della loro vita che rappresenta una svolta, Paolo perché giunto a fine carriera, Francesco perché finalmente sta vedendo realizzato il suo progetto di una squadra di calcio paralimpica, che parteciperà alle prossime olimpiadi del 2020 come squadra ospite, ma che è seguita a vista dalla Uefa e dalla Fifa, e Francesco spera e crede di potere definitivamente entrare in Olimpiade nel 2024. Entrambi innamorati di Cattolica, ed attaccati a questa città che ha dato loro tanto, a Paolo da ragazzino, a Francesco pure, perché a Cattolica qualcuno ha creduto in lui (l’Associazione Culturale Rimbalzi Fuori Campo) ed è da qui che è partito tutto.

INTEGR+AZIONE il concept del Festival 2018

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L’edizione 2018 del Festival Nazionale della Cultura Sportiva si apre all’insegna dello slogan INTEGR+AZIONE,integrazioneintesa non tanto nella sua accezione tradizionale, ormai superata e soppiantata dal più corretto inclusione, ma come azione che integra e completa, realizzandolo, il principio della condivisione dell’attività sportiva da parte di atleti normodotati e atleti paralimpici: è evidente che, rivisitato con questa chiave di lettura, il termine integrazioneriassume esattamente il concetto agito dall’Associazione Rimbalzi Fuori Campo, il motore organizzativo del Festival.

Alla ribalta saliranno le semplici azioni quotidiane che qualsiasi ragazzo, e non solo, compie praticando il proprio sport, in momenti di incontro, gioco e spettacolo in cui l’azione del gioco si trasforma in interazione tra atleti normodotati e atleti paralimpici. Alcuni dei momenti salienti dell’INTEGR+AZIONEsaranno dedicati alla DANZA, con lo spettacolo di Nicoletta Tinti e Silvia Bertoluzza, ballerine della compagnia di danza inclusiva in cui tutti ballano, nessuno escluso; alla GINNASTICA RITMICA con la presenza sul palco di Giorgia Greco, la ginnasta undicenne con un arto amputato agonista nella categoria paralimpica; al VOLLEY, con squadre di giocatori normodotati e sitting volley, e al BASKET con l’incontro di atleti in carrozzina e non per scambiare qualche rimbalzo.

E l’INTEGR+AZIONE non riguarda solo gli atleti, principali attori di questa edizione del festival, ma anche le amministrazioni locali, ed unisce per l’occasione, in cooperazione i Comuni di Cattolica, Gabicce Mare, San Giovanni in Marignano e Gradara. Uno per tutti e tutti per uno, proprio come su un campo di gioco, con l’obiettivo condiviso di diffondere la cultura dello sport come mezzo di raccordo tra persone diverse, come strumento di diffusione di valori sani e legalità.

3° FESTIVAL NAZIONALE DELLA CULTURA SPORTIVA
I Sindaci di Cattolica, Gabicce, San Giovanni in Marignano, Gradara, presidente e direttore dell’Associazione Culturale Rimbalzi Fuori Campo

BAGNI DI RIGORE

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La 2° edizione del FESTIVAL NAZIONALE DELLA CULTURA SPORTIVA
include quest’anno anche un torneo di calci di rigore.

“BAGNI DI RIGORE”
è riservato alle squadre degli stabilimenti balneari di Cattolica,
il torneo è dedicato ad Alfredo Baldassarri,
un bagnino particolarmente amante dello sport, scomparso un anno fa.

Si svolgerà in piazza 1° Maggio nelle serate da mercoledì a sabato
Gioca con la squadra della tua spiaggia e vinci il 
TROFEO ALFREDO BALDASSARRI.

Le iscrizioni debbono pervenire entro il
Alla Associazione Bagnini
via Ferrara,37 Cattolica
bagnini.cattolica@alice.it
tel 3470662090

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